3 settembre 2010-1.58.09  
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

 

 
           
 
 
 

N. 6 ANNO III  
Giugno 2002


 
ATTUALITA'
 
Il nuovo Caltagirone  
Giuseppe Mazzella
La struttura penitenziaria della cittadina siciliana potrà ospitare circa 150 detenuti. È stata realizzata secondo i criteri più moderni di sicurezza e abitabilità
 
 
Un giorno particolarmente lieto, non solo per Caltagirone e la Sicilia ma per le istituzioni, quello di martedì 12 giugno in cui è stato inaugurato il nuovo complesso carcerario, edificato in località S. Nicola, a circa quattro chilometri dalla città.
Dopo nove anni dall'inizio dei lavori, il moderno istituto, simile nella struttura architettonica al "Floridia" di Siracusa, andrà a sostituire il vecchio penitenziario cittadino, ospitato in un convento ormai fatiscente e non più in grado di rispondere alle moderne esigenze, che sarà donato al Comune.
A 73 chilometri da Catania, Caltagirone, popolosa città di circa quarantamila abitanti dalle preziose architetture barocche che sorge tra i monti Iblei e i monti Erei, tra i più fiorenti centri di maiolica della Sicilia, saprà trarre dalla nuova struttura pubblica nuovo impulso per la sua crescita civile, culturale ed economica.
Il dottor Giuseppe Romeo, 60 anni, originario di Caltagirone e direttore della Casa circondariale della stessa città dal dicembre del 1979, si mostra orgoglioso della nuova struttura, che ha visto crescere giorno per giorno.
In questa struttura formata da due blocchi detentivi disposti su due piani, i detenuti disporranno di celle singole, fornite di tutti i servizi, mentre la parte centrale della struttura sarà adibita ad infermeria. La capienza ottimale dell'istituto è di 150 detenuti, ma si potranno raggiungere anche i 350-400. La popolazione carceraria avrà a disposizione un campo sportivo e, per ogni piano, un'area riservata alla socialità. La Casa circondariale ha, inoltre, un'ampia sala polivalente e una cappella, dove continuerà ad operare don Antonio Paolo La Spada, cappellano a Caltagirone dal 1994.
Il dottor Romeo ci tiene subito a precisare che "la struttura dispone di un alto muro di cinta, e di quattro garitte e di un modernissimo impianto antiscavalcamento, mentre l'interno dell'edificio è sottoposto al controllo elettronico di una sofisticatissima sala regìa". "Oltre alle attività scolastiche e ai corsi professionali - sottolinea ancora il direttore - l'istituto dispone di due grossi locali da adibire a laboratori per i quali si coinvolgerà la città per avviare dei corsi di ceramica che avranno inizio il prossimo anno e per il quale abbiamo già comprato i forni e i torni".
Anche l'ispettore capo Giuseppe Scollo, comandante di reparto di Caltagirone dal 1995, si dichiara entusiasta del nuovo istituto. Il comandante coordina circa 120 unità, impegnate oltre che nella custodia, nel servizio sul territorio, per le traduzioni e il piantonamento, dove sono utilizzate 14 unità. "Certo la nuova struttura, con gli allarmi avveniristici di cui è dotata, ci darà più certezze e maggiore serenità per il lavoro al quale siamo chiamati, ma sono convinto che sarà importante anche per la cittadinanza, che troverà nuovi indotti di lavoro per tante persone".
Al dottor Romeo e al comandante Scollo si sono uniti sin dalle prime ore del mattino il provveditore dottor Giovanni Salamone, i direttori ed i comandanti di reparto di tutti i 21 istituti penitenziari siciliani, il vescovo di Caltagirone Vincenzo Manzella, numerosi componenti della Polizia Penitenziaria accompagnati dai loro familiari che hanno atteso l'arrivo del ministro della Giustizia, Roberto Castelli e del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tinebra.
All'arrivo del Ministro, il picchetto d'onore e la banda musicale del Corpo di Polizia Penitenziaria hanno introdotto il saluto del Provveditore dottor Salamone che ha rivolto un vivo ringraziamento per la sensibilità dell'Amministrazione, non solo per Caltagirone, ma per l'intera Regione siciliana. "Una struttura - ha dichiarato il Provveditore referendosi al nuovo Istituto - che si commenta da sé, per la sua disponibilità di spazi, per la sua ampiezza e anche per l'operosità che ne ha accompagnato la realizzazione. In Sicilia avremmo bisogno di tante strutture di questo tipo - ha precisato rivolto al ministro - perché su 6500 detenuti che sono oggi presenti nella regione, circa 400 si trovano in condizioni strutturali poco felici, mentre incontrano gravi difficoltà ad operare altrettante unità del nostro personale di Polizia Penitenziaria e numerosi altri profili professionali, dell'area educativa, del trattamento sanitario, che lavorano in condizioni non sempre decorose".
Dopo un breve saluto del procuratore della Repubblica dott. Giacomo Scalzo, che ha sottolineato l'assoluta necessità di nuove strutture come quella di Caltagirone, ha preso la parola il ministro Castelli che, tra l'altro, ha dichiarato: "Sul programma di questo ministro della Giustizia è scritto un motto: Dalla parte di Abele. In tempi in cui tutti si occupano di Caino, questo ministro deve occuparsi anche di Abele. E Abele sono naturalmente le vittime dei delitti, che chiedono giustizia. Certamente uno dei fondamenti della giustizia è la certezza della pena. Lo Stato ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di perseguire i rei e comminare loro una pena giusta, che significa una pena certa. Noi abbiamo questo grande compito, gli uomini della Polizia Penitenziaria e tutto il Dipartimento; un grande compito, fondamentale per la società. Una delle mie missioni è quella di cercare di far conoscere al Paese quanto sia importante e meritorio il vostro agire. Il Paese deve essere orgoglioso di quello che voi fate. Il nostro compito è far sì che la società sia difesa, ma anche che colui che ha sbagliato possa poi incontrare una situazione nella quale non debba più sbagliare e non possa più nuocere ai cittadini onesti. Dalla visita di questa nuova struttura, mi pare che dal punto di vista strutturale questo risultato sia perfettamente raggiunto. Ho visto le celle e direi che hanno uno standard assolutamente ottimo, anche in confronto a realtà di Paesi esteri che io ho avuto occasione di visitare, paesi di pari livello al nostro come civiltà e anche più avanzati come gli Stati Uniti, dove i detenuti non possono certo godere di situazioni come queste. Io, sin dall'inizio del mio mandato, ho sempre avuto anche particolare attenzione verso il personale penitenziario, col supportarne l'attività attraverso un vasto piano di razionalizzazione delle risorse e di ammodernamento dei penitenziari, al fine di renderli più efficienti e funzionali, per i detenuti e per quanti vi prestano la loro opera".
Dopo la cerimonia del taglio inaugurale del nastro, un altro momento di grande commozione si è vissuto al momento della scoperta della lapide dedicata all'assistente capo Luigi Bodenza, barbaramente ucciso nel 1994, al quale è stata intestata la caserma annessa dell'istituto penitenziario. Il ministro Castelli, alla presenza dei familiari dell'agente ucciso, ha voluto ricordare anche "tutti quegli operatori che in trent'anni di storia penitenziaria in Sicilia si sono sacrificati per il raggiungimento della loro missione, che è la difesa dei valori fondamentali della nostra società, valori - ha concluso il ministro - che sono la base stessa dello stato di diritto".
Nell'incontro con la stampa che si è tenuto subito dopo, il Capo del Dipartimento dottor Giovanni Tinebra ha dichiarato: "Siamo impegnati a realizzare una serie di carceri nuove, alcune delle quali sono in avanzata costruzione, e due già quasi ultimate. Abbiamo varato un programma che nel giro di tre anni prevede di utilizzare 830 miliardi, per costruire nuove strutture.
Abbiamo avuto, finalmente, in finanziaria l'autorizzazione a procedere anche a delle costruzioni di carceri in permuta con le vecchie strutture o con leasing finanziari. La struttura appena inaugurata è bella, accogliente, non è disumanizzante, ed è realizzata a misura d'uomo, anche se di uomo detenuto".
Anche il dottor Francesco Pignataro, solo da poche ore proclamato sindaco di Caltagirone, non ha voluto mancare all'importante appuntamento, dichiarando: "Sono veramente contento che il mio primo atto ufficiale sia stato l'inaugurazione di questa nuova opera della mia città. Sono convinto che i nuovi spazi permetteranno di valorizzare ulteriormente le professionalità interne, ma anche i servizi di integrazione sociale che potranno essere offerti dal Comune. Per quanto riguarda la vecchia struttura, sicuramente sarà un grande contenitore culturale, considerato che Caltagirone è una città d'arte, una città turistica, nella quale è necessario aumentare sempre più l'offerta formativa, oltre che la ricettività alberghiera".
La memorabile giornata si è conclusa al teatro Massimo di Catania con un concerto della Banda del Corpo della Polizia Penitenziaria, composta di 61 elementi e diretta sin dalla sua nascita, avvenuta nel 1985, dal maestro Luigi D'Addio, 72 anni ben portati. Il programma musicale è stato introdotto dalle note della marcia d'Ordinanza del Corpo penitenziario ed ha offerto celebri brani di Verdi, Bellini e Rossini. Alla manifestazione serale, alla quale non ha potuto partecipare il ministro Castelli, richiamato a Roma per improrogabili impegni istituzionali, era presente il sottosegretario alla Giustizia Iole Santelli.


L'Istituto in cifre

Tipo: Casa circondariale
Inizio lavori: 1993
Inaugurazione: 12 giugno 2002
La struttura è in cemento armato, in parte prefabbricato con pannelli coibentati.
La superficie complessiva della struttura è di 21 ettari
Camere detentive:
70 singole (14 mq. ciascuna);
20 da tre o quattro posti (20 mq. ciascuna), tutte dotate di servizi igienici, televisione e radio.
L'istituto è dotato di un campo da tennis e un campo di calcio, una sala polivalente e una sala per le attività sportive.

 

 




 

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