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| In memoria di Rocco D’Amato |
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Alla memoria di Rocco D’Amato, giovane agente di custodia di 20 anni, aggredito mortalmente da un detenuto nel vecchio carcere bolognese di S. Giovanni in Monte il 13 maggio 1983, è stata intitolata la caserma agenti della casa circondariale “Dozza”. L’iniziativa, promossa da un comitato che ha voluto così onorare la memoria di Rocco D’amato, si è svolta il 13 maggio scorso, a vent’anni dalla morte del giovane agente, alla presenza di numerose autorità.
Di seguito riportiamo il discorso commemorativo tenuto dall’Isp. P.P. Pasquale Spina.
Il 13 maggio del 1983, in una tiepida giornata primaverile, Rocco D’Amato, Agente di custodia di appena vent’anni, veniva brutalmente aggredito da un detenuto che con un pugnale lo feriva mortalmente, spezzandogli la vita.
Rocco, quella mattina, era di servizio alla Sezione: per lui era un giorno come un altro; una mattina fatta di richieste dei detenuti, di rumori, di odori, di rapporti e contrasti con i Colleghi e Superiori, di sapore della sofferenza che ti resta in bocca anche quando è finito il turno. Quella mattina lui era lì, come sempre, per svolgere il suo ruolo, per fare il suo dovere.
Quella mattina era in servizio come tutte le altre mattine: figlio di quel sud che spesso paga con l’elevato prezzo della vita il ricercar lavoro altrove.
Rocco era nato a Polla, paese in provincia di Salerno, aveva scelto d’essere emigrante nella sua stessa terra, e senza paura, quel 13 maggio del 1983 fece rispettare le leggi dello Stato, scelse di opporsi alla violenza anche a costo della vita.
Ricordando Rocco e il suo sacrificio, siamo fieri di essere Poliziotti Penitenziari! Siamo orgogliosi di appartenere ad un Corpo che, giorno dopo giorno, contribuisce alla sicurezza dello Stato e dei suoi Cittadini e consentitemi di cogliere quest’occasione per ricordare tutti gli uomini e le donne che sono morti nell’adempimento dei loro compiti istituzionali. (Proprio in questi giorni tornano alla mente nomi illustri ma anche i meno conosciuti: a partire da Aldo Moro, Falcone, Borsellino, Chinnici, i ragazzi della Scorta, Emanuele Petri, i colleghi Montalto, di Torino… l’elenco sarebbe troppo lungo).
Sono passati vent’anni dalla morte di Rocco: avremmo voluto invitare i suoi genitori o i suoi familiari ma non è stato possibile; la madre era già deceduta quando lui si arruolò il 12 gennaio del 1982; il padre è scomparso nel 1996 e i suoi fratelli, due fratellastri ed una sorella, sono emigrati in Germania per lavoro.
Comunque, comunicheremo l’avvenuta intitolazione della Caserma sia al Comune di Polla che alla Stazione dei Carabinieri per darne opportuna notizia a parenti e familiari.
Concludo questo breve discorso, ringraziando tutti i presenti, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e tutti i suoi appartenenti.
I pensionati (orgoglio e memoria storica), le Autorità intervenute, il Direttore Generale del personale dell’Amministrazione, dr. Gaspare Sparacia, il Sindaco che ha inviato il cons. Rocco di Torrepadula; il Prof. Claudio Palumbo, docente dell’Università di Parma; S.E. Monsignor Stagni ed il Cappellano Don Renzo Zambotti.
Un ringraziamento particolare per la disponibilità dimostrata, al Provveditore Regionale, dr. Aldo Fabozzi, alle d.sse Rosanna Buscemi e A.P. Di Filippo, al Generale Gennaro Maione e alla Direttrice dell’istituto d.ssa Manuela Ceresani e al Comandante sostituto Commissario Nicola Domenico Ciarlitto. Consentitemi, infine, di esternare un profondo grazie alle OO.SS. della Polizia Penitenziaria e al Dr. Alberto Fragomeni, che sono stati i promotori di questo progetto. Grazie Rocco.
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