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| A Genova, la stele in memoria dei Caduti |
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Al cimitero monumentale Staglieno di Genova, il 5 aprile scorso, nel corso di una cerimonia ufficiale, alla presenza delle autorità civili, religiose, militari e cittadine della Regione Liguria, è stata scoperta, nel piazzale degli Eroi, la stele commemorativa dedicata ai Caduti del Corpo di Polizia Penitenziaria, in memoria dell’estremo sacrificio al servizio del Paese e per la difesa delle istituzioni. La stele commemorativa all’interno del Piazzale degli Eroi del cimitero monumentale è stata realizzata grazie alla disponibilità del Comune di Genova che ha concesso l’area in cui è stata innalzata la stele facendo così diventare realtà l’idea proposta a suo tempo dall’Agente scelto Roberto Martinelli.
Il cimitero di Staglieno è il primo, in Italia, ad ospitare un Monumento in memoria dei Caduti del Corpo di Polizia Penitenziaria. Il rispetto per la memoria dei Caduti del Corpo è stato espresso dal Provveditore regionale della Liguria Giovanni Salamone: «La Polizia Penitenziaria – ha detto il Provveditore – adempie, in tal modo affermando i valori della Giustizia e dello Stato di diritto, al compito di dividere colui che abbia commesso un reato dagli altri: l’adempimento di questo mandato istituzionale comporta uno sforzo, un impegno, di per sé umanamente gravoso e, spesso, intimamente lacerante.
Ma il compito dell’operatore della Polizia Penitenziaria, non si esaurisce in questa unica azione: ma deve anche creare la possibilità di una riconciliazione che veda i “non liberi” di oggi poter recuperare pienamente la propria dignità di uomini, di padri, di lavoratori, di cittadini. Questo duplice impegno ha richiesto anche il sacrificio della vita a chi, adempiendo al proprio dovere con saldezza morale e con l’esatta percezione di adoperarsi nel superiore interesse dello Stato e della Giustizia, non ha inteso barattare il proprio spirito di abnegazione e la propria responsabilità né rinunciare ai valori della giustizia nel cui nome stava operando.
Ed è ciò che si intende affidare alla memoria di tutti, mercé l’opera che è qui, sotto i nostri occhi, a simboleggiare consapevolezza del proprio compito e coraggio, capaci di spingersi anche fino all’estremo sacrificio»
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