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Al figlio del sovrintendente di Polizia Penitenziaria, vittima nel ’93 di un agguato camorristico, una Borsa di Studio offerta dai Rotary Club romani |
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Il 15 marzo, nell’Aula Magna della Scuola di formazione e aggiornamento dell'Amministrazione Penitenziaria di via di Brava, a Roma, si è svolta la cerimonia di consegna delle Borse di Studio offerte dai Rotary Club romani, su proposta del Rotary Club di Roma Est, distretto 2080.
L'iniziativa, partita nel 1977, assegna annualmente Borse di Studio a orfani di appartenenti alle Forze dell'Ordine, caduti nell'adempimento del dovere (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo di Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco).
La Borsa di studio destinata al Corpo di Polizia Penitenziaria è stata assegnata ad Armando Campanello, figlio del Sovrintendente Pasquale Campanello.
Il Sovrintendente Campanello prestava servizio presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale dove era addetto al padiglione di massima sicurezza e dove svolgeva il proprio compito senza alcun cedimento e nel rigoroso rispetto delle norme.
La mattina dell'8 febbraio 1993, smontato dal servizio, mentre faceva rientro a casa, rimase vittima di un vile agguato di chiaro stampo camorristico. Il Sovrintendente Campanello aveva 33 anni, lasciava la moglie Antonietta e due figli in tenera età.
Il piccolo Armando Campanello frequenta la seconda classe della Scuola Media Enrico Cocchia di Avellino.
Alla cerimonia hanno partecipato il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tinebra, il presidente del Rotary Carlo Dotti autorità politiche, istituzionali e vertici delle Forze dell'Ordine.
Al termine della cerimonia la Banda Musicale del Corpo di Polizia Penitenziaria ha eseguito un concerto in memoria delle vittime del dovere.
L’intervento del Capo
del Dipartimento
Giovanni Tinebra
Abbiamo accolto con profonda e riconoscente partecipazione l’invito del Presidente del Rotary club di Roma est ad ospitare in questa sede dell’Amministrazione penitenziaria la cerimonia di assegnazione delle borse di studio che, fin dal 1977, i Rotary Club romani assegnano agli orfani di appartenenti alle Forze dell’Ordine caduti nell’adempimento del dovere.
L’aspetto simbolico e concreto, al tempo stesso, di iniziative come questa promossa dai Rotary Club romani, esprime con forza i sentimenti di gratitudine per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno sacrificato la propria vita al servizio delle istituzioni democratiche.
Il sacrificio di chi ha immolato la propria vita per difendere le istituzioni dalla violenza, dalla barbarie, dalla prepotenza, costituisce un patrimonio prezioso per l’intero Paese.
È grazie a questi, uomini: padri, figli, mariti, fratelli, che non sono arretrati davanti al pericolo, alle minacce, fino all’estremo sacrificio, che il nostro Paese ha affrontato e affronta a testa alta la difficile lotta contro la criminalità organizzata e terrorista che attenta ai valori della democrazia.
Uomini che sono stati strappati ai loro affetti più cari, e che vivono nel ricordo dei familiari, dei colleghi e nella memoria collettiva dell’intero Paese.
La memoria è uno scrigno prezioso, dove custodire le storie di vita dei nostri eroi, il loro sacrificio, l’esempio prezioso di chi ha versato il proprio sangue in nome dei valori più alti della nostra democrazia. L’iniziativa di solidarietà dei Rotary Club romani è segno tangibile del riconoscimento del sacrificio dei caduti nell’adempimento del dovere, ma è anche un atto visibile e concreto per alimentare e tenere vivo il ricordo, per essere vicini alle famiglie delle vittime che hanno subito una perdita incalcolabile.
Le borse di studio elargite agli orfani dei caduti è quindi segno prezioso di attenzione per questi giovani che si affacciano alla vita, che hanno il diritto di sentire la vicinanza e la gratitudine del Paese per il sacrificio del proprio genitore.
Consentitemi un cenno di ricordo per il sovrintendente di Polizia Penitenziaria Pasquale Campanello, rimasto vittima, a 33 anni, di un agguato di stampo camorristico, l’8 febbraio 1993. Egli prestava servizio nel padiglione di massima sicurezza del carcere di Poggioreale. L’onestà, la rettitudine e l’alto senso del dovere lo trasformarono in bersaglio della violenza della criminalità organizzata. Il figlio Armando, insieme con gli altri giovani destinatari delle borse di studio, raccoglie questo testimone retto fino all’estremo sacrificio.
A tutti voi, ragazzi, va il nostro più caro e affettuoso abbraccio, i nostri complimenti per l’impegno e la serietà con cui affrontate i vostri studi e l’augurio che il futuro possa donarvi tutto il bene che meritate, insieme ai vostri cari.
Infine, ai Rotary Club Romani rivolgo un sincero saluto e l’espressione dei sentimenti di condivisione dei valori di solidarietà e generosità che ci accomunano nell’impegno che accompagna il nostro agire quotidiano.
Grazie per la vostra partecipazione e a voi tutti il saluto dell’Amministrazione penitenziaria che ha avuto l’onore di ospitare questa cerimonia.
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