3 settembre 2010-1.58.52  
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

 

 
           
 
 
 

N. 2 ANNO VI  
Febbraio 2005


 
SALUTE
 
Ansia: un aiuto dalla natura  
Patrizia Zaccardi
 
Melissa, Biancospino, Camomilla: usate già al tempo dei Greci e dei Romani sono ancora oggi una fonte di salute e di bellezza
 
Non possiamo affermare con esattezza quando l’uomo iniziò ad utilizzare le erbe, i fiori, le radici, le foglie e le cortecce per scopi terapeutici. Già tre milioni di anni fa, l’alimentazione dell’ominide consisteva prevalentemente in erba, frutti e bacche; questo in conformità a studi effettuati sull’uomo primitivo. Millenni dopo, quando con l’estinzione dell’uomo di Neanderthal (40.000 anni fa) comparve l’uomo Cro-Magnon, la conoscenza delle proprietà delle erbe era cresciuta notevolmente. Dalla semplice assunzione di vegetali singoli, come foglie e bacche “officinali”, si passò alla preparazione di miscugli più elaborati in cui comparivano anche radici, polveri di cortecce, semi e minerali: in quel momento nasceva la Fitoterapia. Successivamente con il passare dei secoli, grazie al rinvenimento di reperti archeologici, ci sono pervenute importanti notizie sui primi usi delle piante officinali. Questi reperti sono giunti a noi da civiltà come quella egizia, sumera, babilonese e micenea, fino a giungere alle più recenti greca e romana, e proprio la medicina greca ha gettato le basi per una disciplina ed un modo di fare medicina molto vicine alla nostra, contemporanea. Oggi la scienza è impegnata nella ricerca e nello studio di nuove piante officinali che possano, con i loro molteplici principi attivi, contribuire ad aiutare il nostro corpo nella prevenzione e nella soluzione di varie problematiche. Vediamo come sfruttare al meglio le proprietà della Natura trattando un disturbo molto comune: l’ansia. L’ansia è spesso il riflesso di un turbamento, di un’inquietudine, di qualcosa d’intenso, talvolta conscio e talvolta inspiegabile, ma comunque fonte di difficoltà sia per la concentrazione sia per la riflessione. Cerchiamo di capire come le erbe possono aiutarci nella prevenzione di questa sintomatologia. L’ansia è uno stato psicologico che, a differenza della paura, non ha una causa facilmente identificabile. Utile campanello di allarme, in caso di rischio mantiene alto il nostro stato di allerta, ma può essere al contempo la sintomatologia di una importante condizione di malessere. La vita moderna, con i suoi esasperanti ritmi, è certamente la principale causa di ansia, insonnia e depressione, anche se, volgendo lo sguardo al passato, ci accorgiamo che nella storia dell’umanità si è dovuto costantemente lottare contro questo stato d’animo. La lista dei grandi personaggi che hanno studiato il modo per combattere l’ansia è pressoché infinita e si riparte in vari periodi della storia. Nell’antica Grecia il medico Ippocrate (460-377 a.C.) sosteneva che l’ansia era una sorta di malattia relativa al corpo, a suo parere organica. Per Aristotele (384-322 a.C.), come per Pitagora (571-496 a.C.), l’ansia derivava dalla bile nera, pertanto curabile con l’esposizione solare. Per Avicenna (980-1037 d.C.), filosofo, mistico e medico, per curare l’ansia bisognava associarla ad altre malattie proponendo così cure spesso improduttive. Durante il Medioevo, venne presentato un rimedio definito “universale” che, tra mille misteri circa la sua composizione e preparazione, ebbe il massimo successo nel XVI secolo. Di questo miracoloso preparato, denominato “Triaca”, tra tutte le innumerevoli ricette descritte dai medici delle varie epoche, solo quella di Andromaco il Vecchio fu, come affermato da Galeno, la più proporzionata nelle dosi dei sessanta componenti in essa contenuti; per tale motivo prese il nome di Triaca di Andromaco. Nata come potente antidoto contro i veleni dei serpenti, questa sostanza venne in seguito utilizzata per risolvere diverse problematiche, tra cui l’ansia. Sigmund Freud (1856-1939) descrive l’ansia come una reazione fisiologica che predispone l’organismo all’attacco, aumentando la vigilanza, e quindi utile alla sopravvivenza della specie. Nel 1900, il medico inglese Edward Bach (1886-1936) scoprì che alcuni fiori trasportavano attraverso la rugiada delle virtù terapeutiche, riequilibrando lo stato energetico e la disarmonia emotiva della persona, contribuendo in questo modo alla guarigione di molte malattie; nacquero così i 38 Fiori di Bach, o per meglio dire la Floriterapia di Bach, ampiamente utilizzata per disturbi quali angoscia, timori infondati, timidezza, preoccupazione ed ansia. La moderna ricerca si occupa ormai da tempo delle virtù terapeutiche delle piante officinali e del loro utilizzo nella prevenzione e nella soluzione di vari disturbi fisici, psichici ed emotivi; vediamo dunque come possiamo avvalercene al meglio. Con l’attacco di ansia spesso si hanno effetti secondari, di volta in volta diversificati, come ad esempio le palpitazioni cardiache: in questo caso la pianta più appropriata è il Biancospino (Crataegus oxycantha), albero o arbusto spinoso originario dell’Europa. La principale attività del Biancospino si esplica a livello del sistema cardiocircolatorio: indicato in caso di ipertensione è comunque maggiormente utilizzato come sedativo del Sistema Nervoso Centrale e quindi per prevenire stati d’insonnia, nervosismo, palpitazioni ed ansia. Un secondo vegetale, molto utilizzato in fitoterapia per la preparazione di tisane composite mirate alla regolarizzazione del Sistema Nervoso, è la Melissa (Melissa officinalis L.). Quest’erba perenne, dal caratteristico profumo di limone, è ampiamente coltivata nel Mediterraneo, nell’Asia e in Africa, vanta proprietà carminative ed antispasmodiche ed è consigliata per varie patologie: mal di testa, nervosismo, insonnia, ed in particolar modo per l’ansia. Un’altra antica e famosa pianta, dal fragrante profumo che riporta la memoria a quella dolce bevanda che la nostra mamma ci dava quando da piccoli eravamo troppo irrequieti, e tutt’oggi utilizzata per tisane singole o composite, è la Camomilla (Matricaria camomilla L.). Descritta negli antichi erbari ed utilizzata da Ippocrate, Dioscoride, Galeno e Paracelso, la Camomilla non vanta unicamente la proprietà di buon sedativo, ma risulta essere anche vulneraria, antispasmodica ed antinfiammatoria. L’estratto di Camomilla è usato anche nella preparazione di cosmetici, tinture per capelli, oli da bagno e quant’altro sia utilizzato per la cura del corpo. Qualora il nostro stato d’ansia interferisca con l’equilibrio del sonno, inducendo irrequietezza notturna o precoce risveglio mattutino, prima di coricarci potremmo assumere una tisana composita, a base di estratti vegetali sedativi, dove non potrà mancare la radice di Valeriana (Valeriana officinalis L.). Il suo impiego terapeutico risale all’età greco-romana, mentre a Dioscoride si deve la prima descrizione botanica. La radice di Valeriana trova largo utilizzo in fitoterapia per il suo potere sedativo, antinevralgico, nelle emicranie soprattutto da ansia e per i dolori muscolari. Nella nostra tisana potremmo anche aggiungere dei fiori di Arancio (Citrus aurantium dulcis L.). Questa pianta, oltre a donarci meravigliosi e gustosi frutti ricchi di vitamina C, possiede nei fiori proprietà calmanti e sedative del sonno, con una buona azione sugli stati d’inquietudine di origine nervosa. Talvolta l’ansia, se protratta nel tempo, può influire negativamente sul rivestimento del colon creando infiammazioni e conseguentemente colite nervosa; per ovviare a questo fastidioso inconveniente possiamo avvalerci dell’aiuto dei Fermenti Lattici, che oltre a rigenerare la flora batterica intestinale, costituiscono la prima valida barriera dell’organismo contro le infezioni. È importante ricordare che, oltre al gusto, possediamo un altro rilevante “senso” che può prestarci aiuto nella prevenzione dell’ansia: questo è l’olfatto. Tra le varie terapie naturali alternative esistenti, vi è l’Aromaterapia; questa antica tecnica permette attraverso l’uso di Oli Essenziali di agire su processi fisici e mentali. L’Aromaterapia ebbe il suo battesimo nel 4500 a.C. nell’antico Egitto, dov’era solita l’utilizzazione di essenze ed unguenti profumati per scopi divinatori e liturgici. La Regina Hatshepsut (1490-1468) della III Dinastia, divenne famosa anche per la sua passione per le essenze profumate ed i cosmetici. Gli oli essenziali sono estratti da piante e fiori tramite macerazione, distillazione, spremitura ed estrazione mediante solvente, e possono essere utilizzati in molteplici modi: diluiti nell’acqua del bagno, nei diffusori per profumare e disinfettare l’ambiente, e all’interno di un olio o di una crema da massaggio. La correlazione tra olfatto e cervello, quindi tra corpo e psiche, permette tramite gli oli essenziali di agire in modo ottimale su problematiche quali l’ansia, il nervosismo, l’insonnia e lo stress. Per facilitare un sonno sereno potremmo versare qualche goccia di olio essenziale di Lavanda (Lavandola officinalis) sul nostro cuscino prima di coricarci: questa essenza ha proprietà sedative, rilassanti, riduce lo stress e facilita il sonno. Un’altra utile essenza per questi disturbi è l’Arancio (Citrus aurantium). Il suo olio essenziale si trova nella buccia e nei frutti; oltre alle varie applicazioni esterne può essere assunto per via orale, diluendo due gocce in un cucchiaino di miele. Ulteriori oli essenziali utili per la prevenzione dell’ansia e delle varie problematiche che essa comporta, sono: Maggiorana (Origanum majorana), Verbena (Verbena officinalis), e Menta (Menta piperita). Il nostro breve viaggio nel mondo dei prodotti naturali utili alla prevenzione dell’ansia, è concluso. Dobbiamo comunque ricordare che una buona alimentazione (limitando l’assunzione di tabacco, alcool e caffeina) ed una regolare attività fisica, possono sicuramente influire positivamente sul tono dell’umore, alleviando i sintomi dell’ansia e del derivante malessere fisico. La conseguenza sarà una vita piena di salute, vitalità e vigore. “La Natura dispone di un rimedio per ogni malattia” (Ippocrate) ____________________________ Patrizia Zaccardi, erborista «Gli estratti della pianta di lavanda hanno proprietà rilassanti e facilitano il sonno» «La vita moderna, con i suoi esasperanti ritmi, è certamente la principale causa di ansia»
 

 




 

Periodico mensile ufficiale
del Dipartimento dell'Amministrazione
Penitenziaria - Ministero della Giustizia
Registrazione al Tribunale di Roma
N. 50 del 8/2/2001

EDITORE
Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia

DIREZIONE EDITORIALE
Franco Ionta
Emilio di Somma
Sebastiano Ardita
Luigia Culla
Enrico Ragosa
Giuseppe Capoccia

DIRETTORE RESPONSABILE
Assunta Borzacchiello

e-mail: leduecitta@giustizia.it

DIREZIONE
Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Largo Luigi Daga, 2 - 00164 Roma
Tel. 06-665911- Fax 06-6616565

REDAZIONE

Promozione Ricerche e Consulenze srl
Via Germanico, 197 - 00192 Roma
Tel. 06 3243010 - Fax 06 3242857

e-mail:
prc@prcsrl.com
sito internet: www.prcsrl.com

WEBMASTER
Antonio Gentili

AMMINISTRAZIONE

Le idee espresse negli articoli sono personali degli autori e non hanno riferimenti con orientamenti ufficiali