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Luigi Bodenza, primogenito di altri due fratelli, nasce a Enna il 26 settembre ’44.
Gli anni ’50 sono quelli della svolta poiché il capofamiglia è assunto all’ospedale “Umberto I” di Enna. Intanto, Luigi frequenta le elementari e, in seguito, s’iscrive all’avviamento professionale e, ottenuta la licenza, comincia a lavorare a Enna come apprendista idraulico.
È molto scrupoloso nello svolgere il lavoro assegnatogli, apprendendo subito i segreti del mestiere, ed è proprio per questa sua capacità professionale che è assunto da una ditta del Nord che a Enna si era aggiudicata la gara per l’impianto idraulico nei nuovi padiglioni ospedalieri.
In seguito, il giovane Luigi parte per Milano dove svolgerà il lavoro di saldatore specializzato all’Alfa Romeo fino al momento del servizio militare.
Ottenuto il congedo, ritorna a Enna e decide di partecipare a un concorso per entrare nel Corpo degli Agenti di Custodia. Superati gli esami e il corso di addestramento, come primo incarico, è assegnato alla Casa circondariale di Capraia, un’isoletta dell’Arcipelago Toscano.
Dopo un paio d’anni ottiene il trasferimento a Catania, dove ha modo di conoscere una giovane di Gravina. Si chiama Rosetta e dopo pochi mesi decidono di sposarsi, nascono Paola e Giuseppe. Anno dopo anno, finalmente arriva il ’94, una data molto importante per la famiglia Bodenza perché, dal 1 luglio, Luigi andrà in pensione e avrà molto tempo in più da dedicare alla moglie e ai figli.
La mattina del 24 marzo, fra la gioia e la commozione, Luigi chiama Rosetta in cucina e le mostra un documento in cui è scritto che il giorno prima la direzione del carcere aveva espresso parere favorevole affinché la famiglia Bodenza potesse utilizzare a tempo indeterminato l’ultima cabina in riva al mare, presso il lido balneare catanese riservato alla Polizia Penitenziaria.
L’assistente capo della Casa circondariale di piazza Lanza, che dopo poche settimane sarebbe andato in congedo, quella mattina non immaginava però che un tragico destino lo attendeva nella stessa notte e che la sua vita sarebbe stata spezzata per sempre dalla mano assassina dei killer al soldo della mafia.
(note biografiche tratte dal sito www.ennaonline.com)
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